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Blažena Florida Cevoli (Lucrezia Elena Cevoli)

11. studeni 1685. - 12. lipnja 1767.
Kalendar datum: 
12 Lipnja
Blažena Florida Cevoli

PRIJEVOD U TIJEKU

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crezia, questo il suo nome di battesimo, nacque, undicesima di quattordici figli, l'11 novembre 1685 da Laura e Curzio Cevoli, una delle famiglie della nobiltà pisana.La piccola Lucrezia, da quello che raccontano i testimoni del processo di beatificazione, era una bambina di un'intelligenza eccezionale. All'età di dodici anni, dopo aver ricevuto il Sacramento della Cresima, entrò come educanda nel Monastero di San Martino, dove già si trovavano due sue sorelle più grandi. È proprio in questo periodo che la giovane Lucrezia cominciò ad ascoltare la voce del Signore che la chiamava a vivere una vita austera nel nascondimento e in assoluta povertà.

Dopo un approfondito confronto con un padre barnabita, che ne seguiva il cammino interiore, fece la sua scelta di entrare fra le Cappuccine di Città di Castello, non solo perché era abbastanza lontano dalla sua famiglia ma soprattutto perché già si facevano sentire gli echi della santità di Veronica Giuliani. Oltre ad incontrare lo sfavore dei genitori, incontrò anche quello iniziale della comunità tifernate e addirittura della stessa suor Veronica, preoccupata che l'arrivo di un'aristocratica potesse portare a forme di rilassamento nel Monastero. Comunque attraverso varie raccomandazioni Lucrezia riuscì ad ottenere il consenso di entrambe le parti e il 4 giugno 1703, festa della Santissima Trinità, entrò in Monastero accolta da tutta la comunità.

Il giorno della Vestizione, alla presenza del vescovo tifernate Luc'Antonio Eustachi, ricevette il nome di Florida in onore del patrono di questa città e questo fu quasi un presagio per lei, come se già il Signore le facesse intendere che avrebbe avuto un ruolo speciale a Città di Castello come portatrice di pace e amore. Al suo ingresso in Monastero la giovane suor Florida trovò come Maestra suor Veronica Giuliani di cui già tanto aveva sentito parlare. Veronica dal canto suo scrive nel suo Diario: "…ero tutta travagliata per il timore che avevo della prossima croce dell'ufficio del Noviziato…Iddio mi fece capire che è suo volere che io accetti questo peso dell'ufficio e che lasci tutta la cura a Lui e che esso sarà il Maestro della novizia e mio". Anche la Vergine Maria le disse di non preoccuparsi per la novizia con queste parole: "Bada bene, o Veronica, alla mia Floridina, gioia mia, gioia del mio Divin Figlio".

Tra la maestra e la novizia ci fu fin dall'inizio una perfetta sintonia di spirito, anche perché Veronica dovette ricredersi riguardo alla giovane che si trovò davanti: era tutt'altro che un'aristocratica abituata alle delicatezze!

0 giugno 1704, Suor Florida poté emettere la sua professione che la legava per sempre allo Sposo che fin da bambina aveva cercato; divenne ben presto una monaca modello: piena di molte virtù, spiccava per la sua preghiera soprattutto per i missionari, per gli eretici e per tutti coloro che sono lontani da Dio. Ciò che maggiormente risaltava in lei era la fede, come testimoniò una sua consorella al processo di beatificazione: "Aveva una grande fede in Dio: il solo guardare il Crocifisso le apportava grande tenerezza e si commuoveva fino alle lacrime".

[Beata Florida Cevoli] Iesus amor, fiat voluntas tua!
Fa, Gesù, che eternamente ti ami, e patire e morire per te io brami.
Crocifisso Gesù, mio Redentore, stampatemi le vostre sante piaghe in mezzo al cuore.
Chi avesse una scintilla di questo amore non sentirebbe niente di grave quanto di penoso si può mai trovare.
Pregate per me acciò cominci ad amare per questo poco che mi resta di vita, giacché nulla ho fatto finora
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Dalla testimonianza di uno dei suoi confessori, don Antonio Giordani, sappiamo che davvero aveva una grande fede, grazie alla quale riuscì a sopportare per trent'anni le fortissime tentazioni che la facevano disperare di potersi salvare: "Una volta quando era ancora novizia si recò da suor Veronica che si trovava malata all'infermeria e le disse: «Mi salverò o non mi salverò?» La santa cercò di consolarla ma i suoi tentativi non riuscirono a calmare suor Florida; allora le comandò di portarle il santo Bambino, (quello stesso Bambino che più di una volta tra le mani di suor Veronica era diventato di carne). Lo prese tra le mani e rivolgendosi alla statuetta disse: «Che dite, Santo Bambino: volete bene a questa figliola? Se voi le volete bene e si salverà, datemi qualche segno». Il divino Bambino aprì una mano e con due dita, pollice e indice, afferrò il dito indice della mano sinistra di suor Veronica stringendolo fortemente per lo spazio di un'ora".

Lo stesso Bambino, quando veniva portato in processione per le celle del Monastero dalla santa, entrando in quella di suor Florida diceva al cuore di Veronica: "Questa mia sposa è di mio gusto: fa che ella si mantenga con purità e semplicità come è di presente".

Sicuramente suor Florida fu la più vicina a suor Veronica e poté prima delle altre convincersi della sua santità, inoltre spesso le veniva imposto, da parte dei confessori e, in particolare, dal Padre Crivelli, mandato dal Sant'uffizio, di far da tramite per sottoporla ad alcune prove.

Quando suor Veronica divenne abbadessa della comunità, suor Florida, fu eletta vicaria; prima ancora però, fu anche maestra delle novizie, ma sempre sotto la direzione di suor Veronica.

La santa ebbe in suor Florida un aiuto davvero particolare e prezioso: prima di tutto era la sua confidente e con lei poteva condividere i "segreti di Dio"; inoltre le fu veramente di supporto in tutti quei compiti che richiedevano un livello culturale superiore al suo. Alla morte di santa Veronica, nel 1727, la beata Florida fu eletta abbadessa e, sulle orme della sua maestra, seppe guidare la comunità sfruttando al massimo le sue capacità naturali e spirituali.

Dai processi per la beatificazione sappiamo che davanti ad alcune sorelle che facevano fatica ad aprire il loro animo, lei riusciva a prevenirle e a vedere le loro sofferenze interiori; una di esse racconta: "Con confidenza di figlia posavo il mio capo sul suo seno, ella mi teneva così stretta… e in questo punto sentivo come delle scosse così forti che mi facevano sobbalzare ed io da tutto ciò provavo vari sentimenti interni di devozione specialmente quando mi trovavo in qualche afflizione dell'anima. Ma non voleva che le monache si attaccassero a lei perché diceva: «Dio è geloso e il nostro cuore lo vuole tutto per sé".

Esercitò l'ufficio di abbadessa per venticinque anni. In questo così lungo tempo, dimostrò di essere la serva di tutte le sorelle, sapeva andare incontro alle necessità di ognuna, specialmente delle malate, delle anziane e delle afflitte. Grazie a lei la comunità fece un vero cammino di rinnovamento e di ritorno pieno all'osservanza, soprattutto per quanto riguarda la povertà, tanto amata e ricercata da san Francesco e dalla nostra Madre santa Chiara. Favorì l'introduzione della causa di beatificazione della sua antica maestra Veronica Giuliani e nel 1753 decise di far erigere un monastero nella casa dei Giuliani a Mercatello sul Metauro. Dopo trentasette giorni di febbre, il 12 giugno 1767, suor Florida morì.

La causa di beatificazione fu iniziata nel 1838 e nel 1910 furono approvate le virtù eroiche. Venne beatificata il 16 maggio 1993 da papa Giovanni Paolo II. La sua festa liturgica si celebra il 12 giugno.